SLAM , PLUTO & SKYFALL

A partire dagli anni cinquanta del secolo scorso ci si accorse che un propulsore nucleare era possibile anche nel campo della missilistica . Questo perche reattori a fusione erano ottenibili in dimensioni raccolte tanto da farne il cuore pulsante di sistemi Ramjet. Un tale propulsore deve pero essere lanciato ad una certa velocita da un sistema vettore , una velocita tale che gli permetta di captare l’aria a una determinata velocita innestante il processo che andremo a descrivere. Un ramjet è quindi un propulsore che capta aria dall’esterno a una certa velocità e tramite una presa d’aria e un relativo condotto opportunamente conformato , ne abbassa la velocità con conseguente elevamento della pressione. Questa massa d’aria ad elevata pressione può a questo punto essere addizionata di combustibile in una opportuna zona chiamata camera di combustione e la miscela ricavata accesa, la combustione innalza ulteriormente in maniera importante pressioni e temperature . A questo corpo di gas viene garantita una opportuna zona di uscita e trova un ugello, che è una parte del ramjet costruita in maniera tale da espandere i gas e convertire la pressione in aumento di velocita, ossia accelerazione, e quindi spinta . Si può fare a meno del combustibile se per elevare la temperatura della massa d’aria nella zona che normalmente reca la camera di combustione noi mettiamo un reattore nucleare o gli scambiatori di questo. Un reattore nucleare, colle sue reazioni, genera una notevolissima quantità di calore che può essere smaltita servendosi di scambiatori che in questo caso riscaldano l’aria captata dal ramjet e che li lambisce. L’aria viene riscaldata a livelli altissimi e si ha poi che può seguire lo stesso processo di espansione nell’ugello e generazione di spinta che abbiamo indicato nel ramjet convenzionale a combustibile. Nel nuovo ramjet nucleare però non c’è bisogno di avere combustibile (se non quello nucleare) ne di fluido raffreddante, visto che è l’aria captata dal ramjet a svolgere questo ruolo e soprattutto, basandoci su un processo nucleare, questo può andare avanti per tempistiche tali da consentire autonomie a un ramjet nucleare eccezionali, addirittura , pensando a un processo tendente alla idealità, pressoché infinite. E’ altrettanto ovvio che un sistema del genere genera radioattività diffusa sia nel reattore, sia nello scambiatore sia nell’aria che lambisce lo scambiatore che diverrebbe anche essa radioattiva . La scia che un simile apparato lascerebbe dietro se sarebbe una scia di morte e conseguenti problemi di inquinamento radioattivo in tutte le zone attraversate da un simile ordigno. Oltre a questo apparato di propulsione , il progetto SLAM aveva un altro asso nella manica, ossia un sistema che gli consentiva di volare a bassissima quota a velocità largamente supersoniche, senza paura di impattare il terreno. Questo altro sistema si basava su un sistema dotato di un radar che rilevava la conformazione del terreno che di li a poco avrebbe sorvolato il missile e la confrontava in tempo reale, con un sofisticato (per l’epoca) sistema di calcolo elettronico, con i dati ricavati dalle mappe che i satelliti militari avevano generato per ogni angolo della terra. Per cui dal riconoscimento del terreno e dal sapere su quella rotta cosa ci sarebbe stato , il missile, automaticamente , si aggiornava alzandosi o abbassandosi in maniera da garantire il mantenimento di una certa quota di volo interessante. é chiaro che le principali caratteristiche che facevano di questo sistema un’arma temibile erano, la autonomia praticamente inimmaginabile prima , la velocita largamente supersonica e la bassissima quota di volo che unite ne rendevano praticamente impossibile l’intercettazione . Il sistema d’arma poteva essere dotato di testata nucleare. Questo progetto che ormai era giunto alle fasi finali che preludevano alla costruzione di missili operativi , fu fermato per problemi di evitare escalations e problemi relativi alla sperimentazione effettiva con voli prova che avrebbero generato scie radioattive e relativo inquinamento ingestibili sia dal lato politico, sia biologico, sia umano e via discorrendo. Ma da quando la sperimentazione virtuale ha garantito standard di efficienza tali da equivalersi o superare le sicurezze ottenibili colla sperimentazione del reale è molto chiaro che le nazioni in grado di avere un apparato scientifico industriale di rilievo e le necessarie conoscenze hanno inseguito e hanno nel loro arsenale sistemi di arma di questo genere e anzi molto superiori visti i progressi che si sono avuti nei vari campi che coinvolgono questo sistema d’arma. Anzi è da capire bene come mai, visti questi immensi sviluppi, si sia avuto un problema come quello verificatosi in Russia. Perche il sistema SKYFALL russo è un diretto discendente dello SLAM, ma estremamente piu perfezionato. Si può anche ipotizzare, anche se non ci sono le conferme, che il sistema russo abbia i diretti progenitori in un sistema russo analogo o forse diverso , almeno per le soluzioni tecniche specifiche adottate, sviluppato in parallelo o forse addirittura prima del sistema SLAM americano . Quindi è veramente importantissimo ricavare notizie che nei prossimi tempi in qualche modo arriveranno, sulla conformazione di SKYFALL:

pluto

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